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LA STORIA DEL
PRESEPE
La parola "presepe"
significa letteralmente "mangiatoia" e indica la
"culla" nella quale, come è raccontato nel
Vangelo di Luca, fu collocato il Bambino Gesù alla sua nascita,
non avendo la santa coppia: Giuseppe e Maria, trovato
alloggio nella locanda.
Si parla anche di una grotta nella quale era collocata la stalla e
si riscontra la presenza del bue e dell'asino che con il loro
alito riscaldano l'umile culla.
Gli angeli annunciarono la Nascita
ai pastori che accorsero ad adorarlo, mentre una stella cometa
guidava i Re Magi, che dal lontano oriente portavano doni al
neonato Salvatore.
I Magi erano sapienti il cui potere
era al limite tra quello regale e quello sacerdotale, erano tre e
rappresentavano le tre età dell'uomo: gioventù, maturità e
vecchiaia); i doni da loro portati erano incenso, oro e mirra e
indicavano la natura di Gesù: l'incenso per la sua Divinità, la
mirra per la sua umanità, l'oro perché era un dono riservato ai
re.
E' in base a questi elementi che gli
artisti cristiani hanno rappresentato nelle loro opere la nascita
di Gesù: tra Maria e Giuseppe, nella mangiatoia, dietro la quale
spuntano le teste del bue e dell'asinello. Davanti ad essa i
pastori avanzano in atteggiamento di adorazione.
Dobbiamo ricordare che il presepe
nasce dalla vivida immaginazione di San Francesco d'Assisi che nel
1223, nel dolcissimo scenario umbro di Greggio, avrebbe rievocato
la natività mettendo in una vera mangiatoia un neonato e
presentandolo ai fedeli convenuti perché lo venerassero come
simbolo del Divino Bambinello Gesù. L'episodio fu poi
magistralmente dipinto da Giotto nell'affresco che orna la
Basilica Superiore di Assisi.
Il primo presepe, non vivente e non
dipinto ma composto dalle classiche statuine che rappresentano la
natività di Gesù è stato costruito a Napoli con delle statue di
legno a grandezza d'uomo.
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