FAVOLA

 

 

L'OSPEDALE DEI GIOCATTOLI

 

Forse non tutti sanno che esiste un posto dove vanno i giocattoli quando non si sentono in gran forma: l’ospedale dei giocattoli.

Andiamo a curiosare….

Al pronto soccorso c’è sempre un gran via vai.

Dottori e infermieri con il camice bianco sempre pronti a ricevere i pazienti, a ricoverare immediatamente i più urgenti e a prestare le cure necessarie a quelli meno gravi.

La sala d’aspetto è piena di giocattoli in attesa di essere visitati.

L’infermiera è una graziosa bambolina e fa accomodare in sala medica il primo paziente.

Lui è Icaro, l’aquilone.

“Buongiorno dottore! Mi fa molto male qui. Stavo volando quando ho preso una corrente sbagliata e mi sono ritrovato a sbattere ripetutamente contro i rami di un albero e poi sono caduto a terra. Sono da buttare via?”, chiese preoccupato l’aquilone al dottore.

“Ma no! Cosa ti viene in mente! Ti sei solo rotto una stecca, ora ti faccio una bella ingessatura e quando la leveremo tornerai a volare meglio di prima!”, lo tranquillizzò il dottore.

Dopo qualche minuto Icaro l’aquilone, uscì dall’ospedale con la sua bella fasciatura e corse dai suoi amici giocattoli a farsi firmare il gesso.

“Avanti il prossimo”, annunciò l’infermiera.

Era il turno della  trottola.

“Dottore mi gira la testa fortissimo!”, spiegò la paziente.

“Ti prescrivo questa cura: devi girare un po’ in senso orario e un po’ in senso antiorario, mai sempre dalla stessa parte! E vedrai che il tuo disturbo passerà molto presto.”, spiegò il Dottore.

La trottolina lo ringraziò e se ne andò, cominciando già da subito la cura.

EEE! EEE! EEE! E’ in arrivo un’ambulanza!

Questo deve essere un caso più grave.

Il dottore si scusa con i pazienti che lo attendono in sala d’aspetto, ma le visite devono svolgersi in ordine di gravità.

Dall’ambulanza gli infermieri fanno uscire una barella con sopra una macchinina davvero malridotta!

“Portatela subito di sopra al reparto di chirurgia meccanica!”, ordinò il Dottore.

Posta sul lettino, la macchinina fu subito preparata per l’intervento. Le fecero immediatamente una flebo di carburante per rianimarla un po’.Era senza forze, aveva perso troppa benzina e non riusciva a muoversi, così debole.

Poi la portarono in sala operatoria.

La carrozzeria era troppo ammaccata e neppure il Dottore con tutta la sua buona volontà riuscì a sistemargliela, però la pressione delle gomme era stata stabilizzata e quindi la macchinina, anche se con un po’ di lividi e cicatrici poteva correre ugualmente.

La macchinina fu riportata nella stanzetta e messa nel lettino ma si sentiva un po’ depressa.

“Dai, non essere così triste, poteva andarti peggio! Verrò a trovarti più tardi, ora ho ancora un po’ di pazienti di sotto che mi aspettano”, disse il Dottore e scese a visitare gli altri giocattoli.

Era il turno dell’orsacchiotto.

“Dottore mi duole il braccio, mi si è aperta una cucitura ed è uscita l’imbottitura!”, spiegò l’orsacchiotto.

“Beh, non è niente di grave, basterà un po’ di cotone e qualche punto e tornerai bello come prima!”

Anche l’orsacchiotto uscì soddisfatto dalla sala medica.

Adesso era il turno di un camioncino.

“Io ultimamente sbando un po’, non riesco ad andare dritto, e tutte le altre macchinine mi suonano e si arrabbiano con me, perché  anche se la strada è dritta io la vedo un po’ curva”.

“Deve essere un problema di vista, ti si offuscano i contorni. Prova a leggermi quelle lettere con questi occhiali”, disse il Dottore posando un paio di occhiali sui fari del camioncino.

Il camioncino riuscì a leggere tutte le lettere e a vederci proprio bene, finalmente!

Anche lui se ne andò molto soddisfatto.

Il Dottore aveva visitato tutti i pazienti e come promesso tornò dalla macchinina.

“Allora come andiamo?”, chiese il Dottore sedendosi sulla sponda del lettino.

“Sono da buttare”, rispose la macchinina.

“Io non credo. Non tutti i giocattoli rotti sono da buttare, possono guarire ed essere riutilizzati per giocare”, disse il Dottore.

“Ma non è il mio caso. Io facevo le corse e adesso sono tutta ammaccata”, rispose la macchinina.

“Si, ma hai ancora le ruote buone e puoi fare tutte le gare che vuoi e poi sai cosa potresti fare? Come gli attori del cinema che hanno la controfigura per le scene pericolose, tu puoi fare la controfigura alle macchinine più nuove così, quando i bambini inscenano un incidente o uno scontro, invece di usare le macchinine nuove possono usare quelle come te, che sono già collaudate per queste scene!”, propose il Dottore.

Un gran sorriso comparve sul volto della macchinina e i suoi fari avevano uno sguardo abbagliante!

“Che ideona Dottore! E’ vero che non sono inutile! Non so proprio come ringraziarla!”, disse la macchinina felicissima e sollevata.

Abbiamo imparato una cosa importante con questa visitina all’ospedale dei giocattoli. Abbiamo compreso che i giocattoli possono rompersi, ma è anche vero che spesso è possibile aggiustarli e anche se non sono proprio come nuovi ci possono sempre far divertire!

 

 

 

 

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La scatola dei segreti - by Laura - ringrazia per la grafica

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