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Le poesie di Zia Dadda

Ecco
un'altra poesia che ci manda la nostra amica Leonarda (zia Dadda),
voglio però pubblicare anche un pezzetto delle parole di
accompagnamento che mi ha scritto nella sua mail, le trovo così piene
di amore da sembrare una poesia pure loro... così mi scrive:
"Il
periodo della gravidanza è stato il periodo più bello della mia
vita. Già intorno al 6°
mese io iniziavo a comunicare (bilateralmente) con il mio bambino; per
esempio se gli chiedevo di darmi la manina lui mi dava un calcetto o
un pugnetto, insomma mi faceva sentire appunto la sua manina. Ancora
oggi dopo due anni è rimasto questo contatto tra noi, quando deve
addormentarsi, quando beve il latte dal biberon o semplicemente quando
vuole dirmi qualcosa e non sa come fare. E’ per questo che mi è
venuta in mente un giorno questa poesia …."
La
manina della mamma
Quando
ormai vecchia e stanca
siederò
con gli occhi bassi
sul
freddo legno di una panca
o
sol poggiata tra due sassi,
chiederò
alla mia mente
di
ridarmi quel calore
che
qualcuno chiama niente
ma
che a me scaldava il cuore.
Tra
le sbarre del lettino
infilavi
la manina
per
cercare un attimino
quella
della tua mammina:
una
stretta, una carezza
e
tutto a posto ritornava
con
l’orsetto tuo di pezza
che
invidioso lì restava.
Quante
volte con la mano
ho
cercato il tuo respiro,
sul
mio grembo piano piano
e
tu subito un bel tiro … !
Quante
cose stan facendo
queste
nostre due manine,
tutto
un mondo stan vedendo
di
colori e di stelline
Giungerà
però un giorno
in
cui con la mano bianca
dovrò
fare il mio ritorno
e
lasciare quella panca.
Tu
allora figlio mio
cerca
ancor la mia manina
e
per me chiedi a Dio
di
non scordar la tua mammina.
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