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FAVOLE
FRA I BANCHI DI SCUOLA....
E’
una nuvolosa mattina d’autunno e, come
ogni mattina, i bambini vanno a scuola, con i loro zainetti colorati sulle
spalle.
La
campanella non è ancora suonata: è presto.
Così,
fuori, sul cortile davanti alla scuola, i bambini incontrano i loro
compagni, chiacchierano e giocano un po’ prima di entrare in classe.
Ma
cosa succede nelle classi quando non c’è ancora nessuno? ….
“Etcciù!”
“Salute!
Chi ha starnutito?”, chiese la cattedra.
“Sono
stato io”, rispose il cancellino. “Credo di essere diventato
allergico alla polvere di gesso”.
Il
gessetto, sentite queste parole, intervenne subito dicendo: “Non darmi
colpe! Io faccio il mio dovere!”
La
lavagna non si fece sfuggire l’occasione e si intromise nella
discussione: “Ha ragione il cancellino!
Spiegami un po’, il tuo mestiere sarebbe quello di impolverare e
pasticciare me? Fortuna che il cancellino mi aiuta sempre a darmi una
ripulita!”
Il
gessetto risentito si difese: “Io, tanto per cominciare, non pasticcio
ma scrivo! Vi siete svegliati con la luna storta stamattina? Vi ricordo
che senza di me sareste inutili pure voi!
Sarei proprio curioso di vedere, se decidessi di andarmene, cosa
fareste!”
Il
mappamondo cominciò a girare velocemente dicendo: “Andare? Chi ha
parlato di andarsene? Sei tu gessetto che vuoi viaggiare? Io potrei
aiutarti a decidere dove! Conosco tanti, tanti posti!”
Anche
la cartina dell’Italia, che era appesa al muro, volle dare un suo
consiglio al gessetto: “Forse è meglio se ti aiuto io a decidere
dove andare! Il mappamondo potrebbe mandarti troppo lontano!”
Il
gessetto frastornato rispose “Calmatevi pure tutti e due perché io
da qui non ho nessuna intenzione di andarmene!”
Il
registro sopra la cattedra rimproverò tutti: “Cosè questa confusione?
Adesso basta! State facendo più rumore di tutti i bambini della classe
messi insieme!” Con il suo vocione riportò un po' di calma in classe.
Lui era severo e temuto da tutti e, se una cosa
non andava bene, scriveva una nota sulle sue pagine.
Screeck!
La
sedia si scusò “Ho i tacchetti consumati e quando mi muovo faccio
rumore”.
Etcciù!
il cancellino starnutì
nuovamente e rivolgendosi al gessetto disse: “Senti gessetto, almeno fin quando non iniziano le lezioni, non potresti starmi un po’
più lontano?”
Il
gessetto rispose: “Io posso anche allontanarmi, ma credo che non
risolveresti nulla: sei tu ad essere tutto impolverato! Forse, dopo aver
ripulito la lavagna, dovresti darti una pulitina pure tu!”
“Sì,
hai ragione!”, disse il cancellino cominciando a sbattere.
Il
banco lì vicino, ritrovandosi cosparso di polvere di gesso, si mise ad urlare
arrabbiato: “Hei! Fermati! Sei impazzito! Fai
un po’ più piano, che qui ci avveleni tutti quanti!”.
La
polvere volava ovunque e cominciarono a tossire tutti quanti!
Lo
scheletro, che serviva per la lezione di scienze, ad ogni colpo di tosse
si muoveva tutto!
Un
foglietto di carta, arrotolato e buttato via, capì che era meglio dare
il suo aiuto e, uscendo dal cestino della spazzatura, cominciò a togliere
la polvere di gesso sui banchi. Il cestino lo seguiva ad ogni passo e
raccoglieva tutta la polvere che il foglio di carta levava.
Avevano
appena finito quando la campanella cominciò a suonare!
DRIIN!
Stavano
per iniziare le lezioni!
Un
rumore di passi e un gran vociare provenivano dai corridoi: i
bambini e gli insegnanti stavano arrivando!
Tutti
gli oggetti si calmarono e si rimisero ognuno al proprio posto, felici
di poter insegnare ai bambini tante cose nuove!!!
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