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IDROCOLTURA

Ancora un
interessante argomento della sezione giardinaggio a cura della nostra
amica Manuela è l'idrocoltura....
L'
idrocoltura (o coltura idroponica) è un sistema di coltivazione
delle piante che esclude totalmente l’uso della terra che viene
sostituita da una soluzione di acqua ed elementi nutritivi e da uno
strato di materiale inerte il cui compito è soltanto quello di
sostenere la pianta in questione.
La
cura delle piante da appartamento risulta più semplice e la
manutenzione consiste nel solo rabbocco dell’acqua arricchita
dalle sostanze nutritive presenti negli appositi prodotti
fertilizzanti.
La
coltivazione avviene in appositi vasi costituiti da un contenitore
interno riempito di argilla espansa e dotato di fori o fessure e da
un portavaso esterno a tenuta stagna.
In
commercio si possono facilmente trovare idrovasi di dimensioni
ridotte adatti ad una sola pianta o anche vasi adatti a contenere
composizioni di piccole e medie dimensioni.
In
teoria tutte le piante da interno possono essere coltivate con
questo sistema purché si garantisca loro un habitat (luce, umidità
e nutrimento) adatto alle varie specie.
E’
più facile ottenere buoni risultati acquistando in vivaio piante già
coltivate in idrocoltura anche se non è facile trovare vivai che si
dedicano a questo tipo di coltivazione.
E’
possibile anche da soli preparare le piante, ma per le prime
esperienze è consigliabile l’utilizzo di piante giovani.
La
prima operazione da effettuare consiste nel rimuovere con
delicatezza tutta la terra dalle radici.
Dopo
aver tolto il pane di terra dal vaso lo si mette a bagno in acqua
tiepida per tutta una notte; al mattino una buona parte della zolla
si sarà disciolta, quella ancora compatta si potrà togliere
manipolandola delicatamente.
Una
volta tolta tutta la terra le radici verranno ripetutamente lavate
con un getto di acqua tiepida al fine di eliminare ogni traccia di
terra, operazione che permettere di evitare che le radici marciscano.
Svolta
questa prima operazione si cercherà di sciogliere l’ammasso
radicale evitando di danneggiare le radici che una volta libere
saranno inserite nei fori dell’apposita griglia dell’idrovaso.
L’idrovaso
sarà quindi riempito di argilla espansa per agricoltura
precedentemente tenuta a bagno per 24 ore, quindi si inserirà la
griglia cercando di distribuire uniformemente le radici nel
contenitore, si coprirà la griglia stessa con argilla espansa.
E’
importante che l’argilla sia del tipo da agricoltura poiché
quella normalmente usata per l’edilizia contiene metalli pesanti
che a lungo tempo potrebbero risultare dannosi per la pianta.
I
vasi da idrocoltura sono dotati di un segnalatore di livello e a
questo punto dovremo riempire il contenitore d’acqua a temperatura
ambiente fino al segno di livello massimo.
Dopo
3 o 4 settimane la pianta, se non darà segni di sofferenza, si sarà
abituata al nuovo habitat e sarà ora di iniziare a nutrirla.
In
commercio esistono diversi tipi di fertilizzanti per idrocoltura e
tutti in grado di fornire alla pianta tutti gli elementi necessari
alla sua giusta nutrizione ma i migliori sono forse quelli
costituiti da resine a scambio ionico (per esempio il Lewatit HD5
della Bayer) in quanto consentono alla pianta di trarre la giusta
quantità di nutrimento anche in caso di sovradosaggio, rimangono
attivi per 4-6 mesi e inoltre non richiedono di cambiare
completamente l’acqua ogni volta che vengono usati.
Dopo
la prima fertilizzazione si lascerà che l’acqua contenuta nell’idrovaso
si consumi fino a raggiungere il livello di minimo quindi si
rabboccherà e si manterrà al livello medio e soltanto in caso di
prolungata assenza il livello dell’acqua si porterà al
massimo.
Le
piante da interno più comunemente coltivate in idrocoltura sono: i
Potos, i Philodendri, i Ficus, le Dracaene, le Yucca, la
Dieffembachia, ecc. si prestano comunque abbastanza bene tutte le
piante di origine tropicale, ma non esiste limite al tipo di pianta
che si può adattare alla idrocoltura, anche le piante grasse!
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