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FAVOLA
IL PESCIOLINO GALILEO Nel profondo mare blu che circonda
l’isola di Fantasilandia, vive Galileo. Galileo è un pesciolino e
come tutti i pesci non può parlare, ma questo a lui non sta bene!
Tutti hanno dei sogni e Galileo non
fa eccezione: lui vorrebbe parlare! Non gli basta poter comunicare
telepaticamente con tutti i pesci, lui vorrebbe far conoscere a tutti le
sue idee, anche alle persone. Galileo diventa ogni giorno più
triste.
I suoi genitori accorgendosi del
cambiamento d’umore del loro figlioletto
cominciarono a preoccuparsi, così Galileo decise di renderli
partecipi della sua pena. Loro rimasero molto stupiti.
“Ma
che problema è mai questo?”, pensò sua mamma.
“Cosa ti salta in mente? Non hai
mai sentito il modo di dire muto come un pesce?” intervenì suo
papà.
Così Galileo, non capito, decide di
fare una nuotatina per sfogare la sua tristezza. Perso nei suoi pensieri, non si
accorge di essersi allontanato dal suo solito “quartiere”. Ad un certo punto un brivido lo fa
tremare tutto: dalla testa alla pinna!
“Che acqua gelida! Dove sono
finito?” pensò il pesciolino.
Guardandosi un po’ intorno Galileo
scoprì un veliero affondato. Si avvicinò, e siccome notò
al suo interno tante cose strane e sconosciute, spinto dalla curiosità
decise di entrare. C’erano tantissime stanze con le
finestre rotonde, letti, armadi, scaffali, cassetti… esci da una
cabina, entra in un’altra, nuota di qua, nuota di là, Galileo stanco
decide di ritronarsene a casa. Già a casa, ma che strada aveva
percorso per arrivare fin lì? Era talmente preso dal suo problema che
non si ricordava minimamente da dove era passato.
“Uffa! Non posso parlare e mi sono
anche perso! Peggio di così!”, pensò Galileo e con rabbia diede con
la sua coda un colpo ad uno scaffale facendo cadere a terra il Diario di
Bordo.
“Ahi! Che male!”, gridò il
libro.
“E questo chi è?”, pensò
Galileo.
“Sono un libro! Non hai mai visto
un libro?”, chiese il Diario
“Ma tu puoi leggere i miei
pensieri! Che tipo di pesce è un libro? Non l’ho mai visto!”
“Non sono un pesce! Sono un
diario, per questo so leggerti nel pensiero! Hai idea di quante persone
affidano alle pagine di un diario i propri pensieri? Io sono il diario
di bordo! Ho raccolto i pensieri niente poco di meno del capitano di
questa nave!”, rispose il libro.
“Oh!”, comunicò telepaticamente
il pesciolino
“Perché hai l’aria così
afflitta?”, chiese il diario.
“Io non posso parlare”, spiegò
Galileo
“E che problema è questo? Io ho
viaggiato moltissimo e ti assicuro che un pesce che potesse parlare non
l’ho mai incontrato!”, chiarì il libro
“Sì, lo so, ma il fatto che io
non possa parlare non significa che non abbia niente da dire! Vorrei che
anche le persone potessero conoscere i miei pensieri!”, piagnucolò
Galileo.
“Potresti tenere un diario anche
tu!”, trovò come soluzione il libro
“E’ una grande idea! Ma io dove
posso trovarlo un diario tutto per me?”, chiese col pensiero il
pesciolino.
“Beh, vediamo….potresti usare
me! Ho ancora moltissime pagine bianche!”
Ho ancora un piccolo problemino…non
so leggere e scrivere…”, pensò vergognandosi un po’ Galileo.
“A questo può pensare la mia
amica Rita."
"Rita, vieni che un amico a bisogno di noi!”,
invitò il diario
“Ciao! Io sono Rita e sono una
matita!” si presentò
“Ciao, io sono Galileo, tu puoi
insegnarmi a scrivere?”, chiese telepaticamente il pesciolino.
“Certo! Io scriverò le lettere su
questo foglio, tu le ricopierai e quando conoscerai le lettere saprai
scrivere le parole e con le parole potrai scrivere il libro dei tuoi
pensieri!”, gridò euforica Rita.
“Bene, cominciamo, ho fretta di
imparare!”, intervenì mentalmente Galileo.
Iniziò così la prima lezione.
“Per oggi è abbastanza, è già
tardi Galileo, dobbiamo
interrompere. Riprenderemo domani, ora è meglio che torni a casa" intervenne il libro.
"A casa! Diario, tu che sai tutto, sai per
caso indicarmi anche la strada di casa?”
“Sì, vai a pagina 5 di quel
libro: è un atlante, lui saprà spiegarti la via giusta.”
Galileo era proprio felice!
“Ci vediamo domani Rita! Ciao
diario!” urlò mentalmente Galileo.
Galileo seguiva con entusiasmo le
lezioni e imparò a leggere e a scrivere a tempo di record! Ancora oggi chiunque si trovi sui fondali dell’isola di
Fantasilandia, può trovare un
veliero affondato e sul diario di bordo la scritta:
questa è la
storia di Galileo, un pesciolino che non potendo parlare ha capito
l’importanza di leggere, scrivere e fantasticare!
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