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FAVOLA

LA BELLA FARFALLINA
C’è una gran folla vicino
all’albero di mele: la mosca, l’ape e la coccinella stanno
chiacchierando animatamente.
Il bruco si avvicina lentamente a
loro. “Le vedo molto agitate, di cosa straranno parlando?”, si chiese
incuriosito.
“Io parteciperò senza ombra di
dubbio!”, disse l’ape “e
sono certa di vincere”, pensò tra sé e sé.
“Anche io voglio partecipare”,
disse la mosca
“Bene amiche ci verrò anch’
io”, intervenne la coccinella.
“Dove avete intenzione di
andare? Ad una gita?”, chiese il bruco riuscendo finalmente a
raggiungerle.
“No, nessuna gita, qualcosa di
molto più importante! Ci iscriveremo al concorso di bellezza
organizzato dagli stilisti Dolce e Banana che cercano nuove indossatrici
per la loro casa di moda”, spiegò la coccinella.
“Ah! Potrei iscrivermi assieme a
voi!”, disse il bruco
“Certo, perché no?”, rispose la
mosca “Ma ti conviene far presto e andare a prepararti”.
Il bruco si allontanò strisciando
piano piano.
“Ma cosa ti salta in mente? E’
ridicolo che un bruco partecipi ad una gara di bellezza!”, disse
l’ape alla mosca
“Non vincerà di certo, anzi
sicuramente sarà ultimo, perlomeno proprio ultime non potremo arrivare
noi!”, spiegò la mosca.
“Che idea geniale! Per un
attimo ho pensato che fossi diventata matta!”, disse l’ape.
“Va bene, andiamo a prepararci
anche noi!” intervenne la coccinella.
Intanto il bruco mangiava le
foglioline d’erba che incontrava sulla sua strada e produceva fili di
seta che si avvolgeva intorno al corpo.
“Questi fili mi possono servire,
sono lucidi e lisci, potrò cucirmi un bellissimo abito da sera!”, pensò
il bruco.
L’ape, molto sicura di sé e della
sua vittoria, si specchiava ammirando il suo vestito a righe gialle e
nere.
“E’ troppo bello, vincerò io!”, diceva.
Anche la coccinella si credeva
superiore alle altre.
“Il mio vestitino rosso a pallini neri è molto
elegante, l’ape e la mosca non hanno possibilità di vincere questo
concorso!”
La mosca non era meno sicura dell’ape e della coccinella, pure lei si ammirava e pensava:
“Il mio vestito è molto più fine e delicato di quello a rigacce
dell’ape e di quello a pallini della coccinella. E' nero e le mie ali trasparenti
sembrano fatte di pizzo!”
Nessuna di loro teneva in
considerazione il fatto che gareggiava anche il bruco che continuando ad avvolgersi
intorno al corpo i fili di seta, costruì un bozzolo e diventò una
crisalide.
Il giorno del concorso la crisalide
uscì dal bozzolo spiegando le ali….
Che colori fantastici!
Il bruco era diventato una splendida
farfalla!
Quando scorsero la farfalla, che
volava di fiore in fiore, l’ape, la coccinella e la mosca restarono
sbalordite.
“Avete visto come è diventata?”, disse l’ape
“Sì, proprio una grande
trasformazione! E ora come la mettiamo?”, chiese la mosca.
“E’ tutta colpa tua mosca! Sei
stata tu a parlarle del concorso!”, la rimproverò la coccinella.
“Ma io come potevo sapere che un
bruttissimo bruco sarebbe diventato tanto affascinante?”, si difese la
mosca.
L' invidia si impadronì di
tutte e tre.
Il giorno del concorso l’ape, la
mosca e la coccinella s'incontrarono e gelose della bellezza della
farfalla si misero a parlare molto male di lei.
La farfalla, che le aveva scorte da
lontano, andò verso di
loro per raggiungerle, ma avvicinandosi, sentì i discorsi delle sue tre
amiche.
Ci rimase molto male e decise di
chiarire la situazione.
“Mi dispiace che pensiate questo
di me, se il mio mutamento
vi infastidisce così
tanto, mi ritiro dalla gara, l’amicizia è molto più importante di
uno stupido concorso di bellezza”, disse la farfalla volando via.
La mosca, l’ape e la coccinella si
sentirono molto in colpa.
Cosa aveva mai fatto di male a loro
la farfalla?
Niente.
Così volarono a cercarla e le
chiesero scusa.
“Siamo state invidiose, ma devi
partecipare anche tu al concorso. Anche noi teniamo alla tua amicizia e
non vogliamo perderla. La gara è aperta a tutti: vinca il migliore!”
La farfalla allargò le sue ali e le
abbracciò.
Che bello volersi bene!
Sfilarono tutte con
eleganza e grazia.
Il premio fu vinto dalla farfalla,
ma fu come se lo avessero vinto tutte e quattro perché senza
l’invidia erano tutte sinceramente felici per la vittoria della loro
amica!
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