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FAVOLA

UN MAZZO DI CARTE
Dentro ad un cassetto, nel mobiletto
del nonno, c’è una scatolina di cartone.
In quella scatolina abita un
mazzetto di carte da gioco.
Il Re, la Regina, il Fante e
l’Asso, che sono le carte che valgono più punti, si danno un sacco d'arie.
Al re di picche piace moltissimo giocare ed
organizza spesso dei tornei e c’è da dire che li vince sempre tutti!
“Vorrei organizzare un altro
torneo!”, propose una volta il Re di picche.
“Benissimo! Io ci sarò
senz’altro!”, rispose l’Asso di denari.
“Anch’io ci sarò
senz’altro!”, intervenne il Due di cuori.
“Per quello che vali, non è che
sei proprio necessario tu”, rispose il Re.
Il Due di cuori, che era una carta
molto sensibile, ci rimase molto male.
La notte mentre tutte le carte
dormivano, scappò dal mazzo.
“Se non mi vogliono bene, cosa ci
sto a fare qui con loro?”, pensò il Due ferito nei suoi sentimenti.
La mattina dopo il Re era talmente
su di giri per il torneo che non si accorse neppure della mancanza del Due.
Si allenò tutto il giorno, non aveva mai perso un torneo e
l’idea di poter subire una sconfitta non faceva minimamente
parte dei suoi pensieri: era troppo sicuro di valere troppo e di essere
invincibile.
Il Sette di denari arrivò tutto
trafelato al cospetto del Re e gli comunicò la notizia.
“Sire, non si trova più il Due di
cuori!”
“Come sarebbe a dire che non si
trova più?”, chiese il Re.
“Non è da nessuna parte! Abbiamo
fatto l’appello tre volte questa mattina, abbiamo pure controllato
dentro la scatolina…niente! E’ sparito!”, spiegò il Sette.
“Beh, non importa, non è una gran
carta, la sua mancanza non pregiudicherà di certo la nostra vittoria!
Siamo in tante, una più, una meno, non fa differenza, soprattutto se
quella in meno è un banale Due”, decise il Re.
Il Sette di denari si ritirò dentro
la scatolina di cartone e diede la notizia alle altre carte.
“Il Due di cuori è scappato dal
mazzo! Sapete cosa mi ha detto il Re? Che non ha importanza, perché è
una carta che non vale niente! Ci sono rimasto male, significa che per
lui le carte importanti sono solo la Regina, il Fante e l’Asso oltre
ovviamente a se stesso! Hanno troppo potere e ci considerano
superflue!”, spiegò il Sette con grande rammarico.
Un grande brusio si diffuse per
tutta la scatolina.
“Non è giusto! Più di una volta
una di noi ha salvato una partita, Dovremmo dare una lezione al Re!”,
disse il Quattro.
“Già e poi come si permette di
dire che il Due di cuori è insignificante? Come tutte le carte di cuori
è molto sensibile e sempre disposto ad aiutare tutti senza pregiudizi
puoi essere di fiori, di picche o di denari, i cuori ti vengono sempre in
aiuto!”, disse il Tre.
“Vero!”, gridarono tutte le carte
all’unisono.
Così le carte si unirono ed
escogitarono un piano per dare una bella lezione al Re!
Arrivò il giorno della tanto attesa
gara.
Iniziò la partita.
Le cose non stavano andando come
prevedeva il Re: lui contava di vincere come al suo solito, invece
questa volta perse il torneo!
“Come è potuto accadere?”,
chiese il Re alla Regina.
“Non so, sarebbe bastato un
semplice Due per vincere, ma non l’avevamo”, rispose la Regina.
“Un Due!”, esclamò il Re.
“Ora ho capito perché abbiamo
perso la gara! Me la merito proprio questa sconfitta, ho giocato questa
partita con superbia ed egoismo!”, capì il Re ed uscì.
“Sta arrivando il Re!”, gridò il
Sei di fiori.
“Vorrà
sgridarci!”, dissero all’unisono le altre carte e tremando fecero
crollare il castello di carte che stavano costruendo.
“Carte, ascoltatemi bene: chiedo
scusa per la sconfitta, abbiamo perso perché il vostro Re ha condotto
una partita con eccessiva superbia e aria di superiorità. Ora chiedo il
vostro aiuto. Trovate il Due di cuori e riportatelo a casa!”, disse il
Re.
Un applauso scrosciò fragoroso e un
coro di “Viva il nostro Re!”, echeggiò nell’aria.
Tutte le carte si misero subito in
moto alla ricerca del loro amico.
E come si dice….“non c’è il
Due senza il Tre”.
Infatti fu proprio il Tre a trovare il fuggitivo
Due.
“Ehi Due! Finalmente ti ho
trovato!”, disse il Tre abbracciandolo.
“Tre! Cosa fai qui? Sei scappato
pure tu?”, chiese il Due stupito di vedere l’altra carta.
“Ma no, ti stavo cercando! Tutte le
carte ti stanno cercando: ordine del Re! Vuole che ti riportiamo a casa,
perché ci manchi tanto!”, spiegò il Tre.
“Ma
il Re mi aveva detto…”
“Lascia stare quello che ti aveva
detto”, lo interruppe il Tre. “E’ molto più importante che ascolti
quello che deve dirti ora, credimi.”
Così il Due e il Tre fecero ritorno
a casa.
Tutte le carte, che erano già
rientrate nella scatolina, erano un po’ deluse, nessuna era riuscita a
trovare il Due.
Ma quando lo videro arrivare gli si gettarono tutte addosso
per abbracciarlo e gli si mischiarono intorno per dargli il benvenuto.
Il Re prese la parola.
“Ti chiedo scusa Due, ti ho detto
delle cose cattive, senza neppure rendermi conto di aver ferito i tuoi
sentimenti. Ora ho capito che non è la singola carta che è importante,
è l’unione che fa la forza. Ho dovuto perdere il torneo per capire
questo, ma credo che mi abbia insegnato di più questa sconfitta che
tutte le vittorie che ho realizzato in passato!”
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