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FAVOLA  
LA BANDA DELLO SPORCO
Oggi
è una splendida giornata! C’è il sole ed una leggera brezza.
"Giornata
ideale per fare il bucato!", pensò la mamma. "Con questo
caldo e questo venticello i miei panni asciugheranno in un
momento!".
La
mamma preparò così la biancheria sporca mettendola in lavatrice.
La
maglietta bianca passò per prima dall’oblò e, accorgendosi di essere
sola, pensò tra sé e sé: "Per fortuna che sono la prima, così
nessuno può vedere come sono ridotta! Mi vergogno proprio d'essere così
sporca. Io solitamente sono sempre perfettamente candida! Queste macchie
di frutta non mi donano affatto!"
Fu
la volta dei calzoncini corti che, entrando nella lavatrice, salutarono
educatamente la magliettina bianca.
Quindi
seguirono gli asciugamani, le mutande, un pigiamino e un accappatoio.
Arrivò
poi una fila di fazzoletti; uno di loro starnutì e tutti gli altri,
facendo lo stesso, esclamarono in coro: "Ci ha attaccato il
raffreddore pure a noi, accidenti!"
L’accappatoio
protestò: "Allora vedete di starmi lontano che io i vostri germi
non li voglio! Sono stato chiaro fazzoletti? Non voglio mica
ammalarmi!", e con una manica li spinse più lontano.
"Ahi!",
gridò un fazzolettino.
"Ho
capito! Ho capito, mi allontano, ma non è il caso di spingermi! Mi hai fatto sbattere
contro il vetro dell’oblò!"
Intanto
lo sportello si aprì nuovamente ed entrò un lenzuolo che, con voce
assonnata, farfugliò:
"Fatemi spazio che sto stretto!".
Il
pigiamino si ritrovò tutto schiacciato e rispose prontamente: "Tu
staresti stretto? E noi allora come siamo messi secondo te? Vedi di
stringerti tu, che sei troppo ingombrante!"
Il
lenzuolo non riuscì neppure a rispondere, perché si era già
addormentato: adorava sonnecchiare, era troppo abituato a stare a letto!
Per
svegliarsi gli sarebbe servita una bella doccia… e questo sarebbe
accaduto da lì a poco.
"Oddio!
Oddio! Che puzza! Chi è entrato adesso?", chiese un asciugamano.
"Che
ce
l’hai con noi?", chiesero risentite le calze.
L’asciugamano
le interrogò: "Ma che avete fatto per conciarvi così e avere
questo cattivo odore?"
I
calzini si giustificarono: "Forse frequentiamo troppo spesso le
nostre amiche scarpe da ginnastica!"
L’accappatoio
intervenne nella conversazione: "Allora statemi lontani, preferisco
la compagnia dei germi dei fazzoletti che quella del vostro tanfo!"
A
questo punto la lavatrice era carica. Il detersivo scivolò nella
vaschetta e si cominciò a sentire il rumore
dell’acqua.
I calzini
cominciarono a sbattere contro l’oblò gridando “Fateci uscire! Aiuto! Qui ci stiamo bagnando!"
La
magliettina bianca, che non vedeva l’ora di ritornare splendente come
prima, spiegò: "Eh già, è così che si diventa puliti!"
L’accappatoio,
che tra germi e cattivi odori aveva
perso la pazienza, urlò infuriato: "Ormai siete qui, quindi
state calmi e fatevi lavare. Forse senza quel terribile odore sarete più
sopportabili!"
All'improvviso
arrivò la schiuma.
I
fazzoletti furono felicissimi e si divertirono un mondo con tutte quelle
bolle!
Ma
dopo un po’ di giri, tutti quanti i panni cominciarono a lamentarsi.
Un
berrettino esclamò: "Cavolo, ora basta! Mi gira la testa!"
I
pantaloncini corti incuriositi chiesero: "Ma come fa a girarti la
testa, se non ce l’hai?"
"Ah!
Già è vero! Ma qui fuori gira tutto!", rispose il berrettino
guardando fuori dall’oblò.
I
calzoncini corti divertiti spiegarono: "Non è fuori che gira
tutto, sciocco! Siamo noi a girare!"
A
calmare tutti arrivò l’ammorbidente che rese più soffice e profumata
la biancheria.
Solo
un calzino non sembrò soddisfatto e, annusando l’altro calzino, gli
disse: "Ti preferivo prima!"
Improvvisamente
cominciò la centrifuga…
"Oh!
Oh! Oh!", gridarono tutti impauriti.
Le
mutande urlarono: "Santo cielo! Piano! Piano! Noi siamo biancheria
intima, non ci si può strapazzare in questo modo! E questo è il
programma delicato? Se fosse stato quello energico, chissà come saremmo
finite!"
La
lavatrice terminò il suo lavaggio, il lenzuolo dopo questo bagno si
svegliò e tutti i panni furono stesi al sole per essere asciugati.
Il
calzino, rivolgendosi all’altro calzino, disse: "Ah! Che sollievo
adesso! Devo ammettere che non è vero che ti preferivo prima, ora sì
che siamo a posto. Non è bello essere sporchi, nessuno ti vuole
vicino!"
Il
lenzuolo, coccolato dal sole disse: "Sì, avete ragione, la pulizia
e l’igiene sono troppo importanti!”, e sbadigliando ritornò a
dormire.
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