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FAVOLA
TUTTI A TAVOLA!
E’
mezzogiorno in punto…
E
come ogni giorno, a quest’ora, la tavola si prepara per essere
apparecchiata.
"Forza
tovaglia! Vedi di sbrigarti un po’ che, finché non ci sei tu, non
possono sistemarsi tutti gli altri!", la rimprovera la tavola.
"Arrivo,
Arrivo! Stavo solo scambiando due parole con i miei tovaglioli!",
rispose la tovaglia un po’ risentita per il tono sgarbato usato dalla
tavola.
I
piatti si stavano posizionando, ognuno al proprio posto.
"Sai
che ieri mi stava per capitare una cosa terribile?", disse il
piatto della minestra ad un'altra scodella.
"Racconta!
Racconta! Sono curioso!", rispose il piatto lì vicino.
"Stavo
facendo la doccia, quando con tutta quella schiuma… sono
scivolato!"
"Oh!
E cosa ti sei fatto? Ti sei ferito?", chiese la scodellina
squadrando con lo sguardo il piatto della minestra, per vedere se si
notava qualche segno di questa sua sventura.
"No,
per fortuna! Neppure una lieve venatura! Mi è andata proprio bene!
Potevo non essere qui oggi!", disse il piatto della minestra.
La
tavola li interruppe gridando: "La finite di chiacchierare e volete
mettervi tutti al vostro posto? Se continuate così saremo pronti per
l’ora di cena e non per il pranzo!"
"Cosa
ha la tavola oggi? Mi sembra molto nervosa!", chiese un bicchiere.
"C’è
forse qualcosa che non va, tavola?", indagò la bottiglia.
"Non
sono più in gamba come prima! Vedete, ballo un po’! E’ per questo
che sono di cattivo umore oggi!", rispose la tavola.
"E
allora? Anche se balli un po’, dove sta il problema? Anche a me piace
ballare!", disse il salino scrollandosi tutto.
La
forchetta girando su se stessa disse: “Io adoro fare le giravolte
quando ci sono gli spaghetti nel piatto!".
Anche
il cucchiaio si intromise nella conversazione: "Beh! Io non ho la
linea della forchetta, ma quando c’è da mescolare qualche
ingrediente, non mi tiro mai indietro e mi piace moltissimo girarmi e
rigirarmi!"
La
tavola rise divertita.
"Tavola,
hai visto che bei denti ha il coltello?", gli sussurrò la
forchetta con lo sguardo estasiato.
"Non
dirmi che ti sei innamorata di lui?", chiese la tavola.
"Mi
piace e ci sto molto bene insieme, si è creata una bella amicizia tra
noi: pensa che spesso cerca il mio aiuto, io tengo fermo il cibo e lui
lo taglia!", esclamò la forchetta.
"Beh,
in effetti siete proprio fatti l’uno per l’altra! Sono felice per
voi!", disse con
sincerità la tavola.
Ad
un certo punto si mise a gridare la tovaglia: "Uffa hai visto cosa
hai fatto? Mi hai rovinato il vestito!", era arrabbiata con la
bottiglia di vino che involontariamente l’aveva sporcata.
"Più
che dirti scusa, cosa posso fare ormai? Non è neppure colpa mia. E' il
bicchiere che si è spostato!", si difese la bottiglia di vino
"E
sì brava! Ora è colpa mia! Sei tu che non hai la mira buona e non mi
hai centrato!", disse il bicchiere risentito di sentirsi incolpato.
"Dai,
non litigate per così poco! Si dice che porti bene rovesciare un po’
di vino!", intervenne il portatovagliolo.
"Sì,
porterà bene a te che sei bello pulito, io mi preferivo com’ero
prima!", disse imbronciata la tovaglia.
"Cosa
devo fare per farmi perdonare?" Chiese allora la bottiglia di vino.
La
bottiglia dell’acqua cominciò a fare tante bollicine e le bricioline
di pane sparse sulla tovaglia cominciarono ad urlare: "Aiuto! Sta
per scoppiare! Sta per scoppiare! Scappiamo al riparo!"
Anche
l’acqua bagnò la tovaglia, facendo un po’ meno danno del vino che,
oltre ad averla bagnata, l’aveva anche macchiata, ma con l’acqua la
macchia di vino scolorì un po’, la tovaglia si rese conto che non era
successo niente di irrimediabile e, rivolgendosi alla bottiglia di vino
che era davvero dispiaciuta per l’accaduto, le disse: "Non
importa, è stato solo un incidente, la bottiglia dell’acqua mi ha
fatto capire che con un bel bagno si risolverà tutto."
Il
cucchiaino, che in disparte osservava tutte le scene, era un po’
annoiato e spazientito: non vedeva l’ora che arrivasse il momento del
dolce!
Finalmente
arrivò in tavola la pentola con gli spaghetti!
Il
buonumore tornò nell’animo di tutti quanti.
Un
gran brusio di piatti, bicchieri, posate, bottiglie echeggiava
nell’aria: … era finalmente iniziato con allegria il pranzo!
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